E' l'itinerario delle nobili dimore, che permette di incontrare Villa Borromeo d'Adda, Villa San Martino, Villa Mirabello e tanti altri tesori della storia dell'arte, attraversando tre grandi parchi: il parco regionale della Valle del Lambro, il parco dei Colli Briantei e il parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, attraversando le due province di Monza e Lecco, fino a giungere a intersecare la greenway pedemontana ad Arcore, dove la «città  infinita» comincia a sfilacciarsi e a lasciare spazio al verde. Il percorso risulta accessibile dalla rete ferroviaria Monza Molteno nel suo tratto più a sud alla stazione di Monza, Monza Borghi e Villasanta. Nell'asse mediano il recapito ferroviario la stazione Buttafava. A nord infine risulta piuttosto accessibile la stazione di Arcore sulla linea Milano-Monza-Carnate-Lecco. I parcheggi più utilizzati vengono individuati alla porta di Monza, fuori da Porta San Giorgio, nel centro di Villasanta e infine nelle vicinanze del centro sportivo di Arcore.

Colli briantei

Dettagli

lunghezza: 12.4 Km

difficolta' a piedi: facile

difficolta' in bici: facile

ideale per: tutti

adatto a : amanti dei paesaggi storici e della natura

inizio del percorso: Monza

fine del percorso: Arcore

comuni interessati: Arcore, Biassono, Monza, Villasanta

interesse: culturale e naturalistico


Punti di Interesse

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Parco di Monza

Con la Reggia di Monza e i Giardini il Parco costituisce un complesso di inestimabile valore paesaggistico, storico, monumentale e architettonico. Un gioiello che sta sempre più assumendo un ruolo fondamentale dal punto di vista naturalistico/ecologico in un' area a fortissima urbanizzazione. Al suo interno, trovano spazio il Circuito di F1 e il Golf Club.

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Villa Reale

Progettata dal Piermarini, la Villa fu voluta per Ferdinando I da sua madre, l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, nel 1777. Al suo interno numerosissime stanze tutte collegate tra loro, ambienti impreziositi da stucchi, sete, affreschi, boiserie, camini e vasche da bagno in marmo. Imponente è lo scalone d'onore. Accanto alla Villa, si trovano il Serrone, la Rotonda, il Teatrino e la Cappella di Corte.

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Villa Mirabello

Costruita verso la metà  del XVII secolo, si racconta che fu edificata sulle rovine di un antico castello di proprietà  dei De Leyva, di origine spagnola, famiglia in cui nacque Virginia Maria De Leyva, più nota come Monaca di Monza. Villa Mirabello oggi ospita il Creda(Centro Educazione Ambientale), organizzazione che promuove progetti di educazione allo sviluppo sostenibile e di coinvolgimento della comunità  locale in attività  che mirano al miglioramento della qualità  ambientale.

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Villa Borromeo di Arcore

Dal 1980 di proprietà  comunale, il complesso è sorto nella seconda metà  del settecento. La villa, articolata su cinque livelli, è impreziosita da grandi sale affrescate e decorate con stucchi. Per un totale di 3.573 m quadri di superficie, vanta 113 locali e 179 balconi. Purtroppo della residenza è visibile solamente la parte esterna, molto danneggiata dall'incuria e dagli agenti atmosferici. Il grande parco di 25 ettari è pubblico ed è utilizzato per eventi. Il corpo principale del palazzo d'Adda, è invece stato trasformato in sede comunale e spazio per eventi.

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Villa San Martino

L'ampio edificio, ora residenza privata, prende il nome dalla località  San Martino, in cui sorgeva un monastero benedettino. Il grande viale d'accesso crea un lungo asse prospettico che, partendo dalla piazza antistante villa Borromeo, si spinge verso ovest oltrepassando a cannocchiale l'edificio e arriva fino al Lambro. Un impianto scenografico imponente che, seppure ora interrotto visivamente da una macchia verde di alberi e arbusti e dal muro di cinta e dal monumento funebre, è rimasto sostanzialmente integro.

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Villa Buttafava

Si tratta di un edificio signorile tardo settecentesco, ora ristrutturato e suddiviso in residenze. Il complesso si compone di un semplice edificio principale dalle forme austere, sovrastato da una torretta centrale e circondato da un piccolo parco, di un complesso rurale aggregato, con ampie logge ad arco in mattoni a vista, anch'esso trasformato in residenze, e una piccola cappella intitolata a San Vincenzo.

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Villa "La Cazzola"

In origine di proprietà  dei Durini, la costruzione fu probabilmente destinata a casa di caccia. Il complesso sorge su un basso terrapieno circondato da un parapetto ornato di statue. Intorno degrada il vasto parco che, verso sud, scende, con sistemazione all'inglese, fino all'ingresso principale, mente verso nord due lunghi viali alberati collegano i piazzali alla zona boscosa circondante da quel lato la proprietà . Il fabbricato padronale a due piani rivela l'impianto planimetrico cinquecentesco; due porticati a tre arcate, sui lati nord e sud, danno accesso al salone centrale che a sua volta collega i corpi di fabbrica laterali.

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Cascina dei Mulini Asciutti

Due edifici paralleli, che racchiudono l'alveo della Roggia principale sono uniti tra loro da un camminamento, posto trasversalmente ai due blocchi e coperto da cinque archi. Percorrendolo è possibile accedere alle due sale di macina, ai controlli delle chiuse e al piano terra di ogni edificio. Il mulino oggi è ancora parzialmente attivo; è possibile ammirare tuttora il funzionamento dei vecchi ingranaggi e visitare i locali dove sono custodite le ruote in pietra usate per le diverse macinazioni. In posizione simmetrica al mulino si trovano le due grandi stalle con granaio, il fienile e il ricovero per gli attrezzi.

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La Fagianaia

Costruita nel 1838, oggi si presenta come un ristorante dall'aspetto molto elegante. Posta al centro di un'area verde ricca di saliscendi, l'ex fagianaia è composta da un corpo centrale allungato e due casette laterali con il tetto appuntito. Nella parte centrale sporge un corpo quadrato con una grande finestra ai lati nella quale trovano spazio due finestroni tripartiti da leziose colonne in sasso grigio.

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Cascina Casalta

Attualmente abitata e parzialmente utilizzata per uso agricolo, la Cascina Casalta ospita un'azienda agricola e alcuni box per la custodia dei cavalli. L'anno di costruzione risale al 1805-1825, da allora molte sono state le ristrutturazioni. L'edificio si compine un loggiato su due piani sostenuto da numerose colonnine neoclassiche in granito di base ottagonale. L'ingresso, al centro della facciata, è ad arco. Da qui attraverso una piccola rampa si sale all'aia interna racchiusa da tre edifici singoli adibiti a stalle e fienili.

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Santuario della Madonna delle Grazie

Si trova appena fuori dalle mura del Parco, al termine del percorso ha sede il convento (1463), che si apre a lato della chiesa. L'ingresso è costituito da un portale settecentesco in arenaria, che d'accesso ad un chiostro centrale. L'edificio è ad aula unica, con tre cappelle a pianta poligonale. Lo spazio per i fedeli e per i religiosi è delimitato da una grande parete affrescata che divide in due l'aula. All'interno sono conservate diverse opere di artisti locali e un magnifico coro ligneo coperto a crociera.